Dolce Casentino

il casentino foto da progetto medea

Il Casentino, luogo sconosciuto ai più, fuori dalle grandi rotte turistiche ma che ti stupisce per la bellezza delle foreste, abbellite da faggi, abeti e maestosi castagni secolari, che ti sconvolge per il silenzio degli eremi che inducono al silenzio interiore e alla meditazione e per i senteri dove puoi camminare per ore, respirando un’aria che ti ritempra e ti ossigena.

Il paesaggio è puntellato da pievi romaniche come quella di Romena che ti stupiscono per la bellezza dei dettagli scultorei e dal contesto dove l’occhio gira a volo d’uccello su montagne, valli e graziosi centri come Poppi patria dei ricchi conti Guidi che ne fecero erigere un insigne castello e da molti altre fortificazioni, numerose sul territorio.

Stia, Pratovecchio, Porciano, sono solo alcuni dei luoghi che rapiscono qui, dove il tempo sembra essersi fermato.

Dulcis in fundo, può capitarti di imbatterti casulamente, in uno di quegli agriturismi a conduzione familiare dove ti accolgono come se ti avessero sempre conosciuto, dove ci sono cavalli, gatti, cani e più di duecento nidi tra rondini e balestrucci, dove si fa scuola perchè è sede di una fattoria didattica, dove si fa un caprino che leva di sentimento e dove si mangia a sera in compagnia, cibi i cui sapori nelle città si sono perduti da tempo. Maura dell’Agriturismo Lucatello (Pratovecchio) e la sua famiglia, ti ricevono e ti coccolano con tanta dolcezza tanto da farti  sentire come a casa e  bastano due o tre giorni per riacquistare serenità e armonia dopo un anno di grande fatica e rumore.

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Il bene comune

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Marcel Proust al ritorno da un suo viaggio in Italia scrisse:” la vera terra dei barbari non è quella che non  ha conosciuto l’arte, ma quella che disseminata di capolavori, non sa nè apprezzarli, nè conservarli”. La citazione si deve a Corrado Augias, che nel suo ultimo libro dedica pagine ricche di spunti a questo nostro amato paese.

Sono passati giorni, mesi, anni da allora e la citazione ancora non può essere smentita!

Le nostre città d’arte, con i loro musei, gallerie, piazze, siti archeologici non sono più pensate come luoghi che ci parlano di una memoria antica, nutrimento dell’anima, rifugio nei momenti più bui, no assolutamente no! Sono luoghi dove c’è poco tempo per assaporare, ma  tanto tempo per pagare biglietti d’ingresso costosi senza servizi impeccabili, dove sostenere file mostruose, senza il benchè minimo senso logico.

Accade ormai dappertutto a Roma come a Venezia o Firenze o Siena dove può capitarti che non puoi più visitare il museo che più ti piace e dove vorresti tornare ancora e ancora, o il Battistero dove voui continuare ad ammirarne i capolavori senze pagare un biglietto multiplo, pagando di più per visitare tutto. La coscienza e l’amore per la cultura sono morti, come sta morendo questa nostra società.

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Assaporare la bellezza con le note di un pianoforte

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E’ il giorno della Vigilia di Natale, il museo è semideserto e nella sala più maestosa di tutte, al centro, c’è un bellissimo pianoforte a doppia coda che devono venire a ritirare da giorni.

Nella sala entra una coppia con un bambino, una famiglia affiatata, lei si avvicina e chiede se il marito che è un noto pianista, può suonare qualcosa.

Le note musicali riempiono gli ambienti e rendono ancora più affascinante la luce pomeridiana che si posa sugli affreschi.

Il fragore degli applausi pervade il tutto e non c’è che dire è proprio Natale!

La signora ringrazia avvicinandosi  e racconta che ha studiato in questa città e questo museo l’appassiona così tanto che appena può torna, perciò ha voluto regalare questa giornata ai suoi cari.

Siamo nel mese di Gennaio, il tempo è grigio , piovoso, solo pochissimi cinesi guardano veloci le sale del museo, scattando le immancabili fotografie ricordo.

Poi lunghi silenzi, le stanze sono vuote, ma ad un tratto ecco entrare una giovane coppia,  lei indossa un cappotto rosso vivo e sembra danzare nelle sale,  lui quasi la rincorre, ma si fermano insieme a contemplare a lungo questa bellezza. Lui si avvicina e dice:<< devo a lei aver scoperto questo nutrimento>>.

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Aperitivo ad Arte alla mostra di Ambrogio Lorenzetti

Il Centro Guide Siena organizza una serie di visite guidate all’imperdibile mostra dedicata ad Ambrogio Lorenzetti presso il Santa Maria della Scala, che finalmente rende giustizia al grande pittore senese rivendicando i suoi meriti ben oltre i celeberrimi affreschi del Buono e cattivo governo di Palazzo Pubblico.

Alla fine concluderemo la visita davanti a un bicchiere di vino o di prosecco presso l’osteria Bonelli, a pochi passi dal Duomo.

La prima data disponibile è sabato 18 novembre, alle ore 17:15.

Appuntamento con la guida davanti al Duomo, di fronte all’ufficio informazioni turistiche, Piazza Duomo n. 2.

Costo a persona € 15, comprensivo di ingresso mostra, visita guidata e aperitivo, numero chiuso a 30 partecipanti, prenotazione obbligatoria.

Per informazioni e prenotazioni, tel. 057743273 o info@guidesiena.it

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La luce crepuscolare di Venezia

Armonia pura tra mare, cielo e terra, luce avvolgente e crepuscolare quella di una città unica e inconfondibile come Venezia!

Mentre cammino, riaffiorano uno dopo l’altro i miei ricordi d’estate, trascorsi da mia nonna a Cannaregio, quartiere vivo, popolare, bellissimo a due passi da Sant’Alvise dove vieveva e lavorava Tintoretto nel Rinascimento.

Il ponte delle Guglie e poco più avanti, il mercato fatto di mille prodotti multicolori mi rapiva costantemente e quel caldo forte, senza brezza che quasi ti toglieva il fiato, ma che il vento a sera spazzava via.

Camminare per calli e campielli senza meta, fermarsi per un cicchetto camminando per mano a mio padre, profondo conoscitore della sua città era uno spasso! A dirla tutta, tanti passi in fila uno dietro l’altro ne facevamo pochi, era tutto un chiamare;<< Tilio, finalmente….>>

Una volata ai Frari davanti all’ Assunta del Tiziano, lo stupore davanti alla Casa del Matto e via alla Giudecca. Sono tornata a Venezia dopo anni, mi turba lo snaturamento, è una vetrina a cielo aperto, con fiumi disumani di turisti che si fermano velocemente senza assaporare nulla, schivati dai veneziani che li tengono quasi lontani, con quei negozi tutti uguali che mostrano prezzi sovrannaturali.

Dove sono i veneziani ? Chi vive questa città ? Vedo solo cingalesi , indiani, filippini, ma esiste ancora qualcuno che la abita? E’ sconfortante, deludente, mi sento quasi smarrita.

Facciamo qualcosa per fermare questa barbarie!!

Prendo il vaporetto da San Zaccaria, mi conforta notare che la bellezza è sempre la stessa, ti rapisce, miracolo di natura, arte e  genio dell’uomo, ma manca il tratto fondamentale, la linfa vitale dei Veneziani che la rendono unica e autentica.

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Tu non sai

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Tu non sai: ci sono betulle anche di notte

levano le loro radici, e tu non crederesti mai

che di notte gli alberi camminano o diventano

sogni. Pensa che in un albero c’è un violino d’amore.

Pensa che un albero canta e ride.

Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi

diventa vita. Te l’ho già detto: i poeti non si redimono,

vanno lasciati volare tra gli alberi

come usignoli pronti a morire.

 (Alda Merini)

 

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I bambini guardano la pittura

bambino al museo, foto di vice

Recentemente è stato redatto uno studio scientifico  su come i bambini e gli adulti osservano l’arte e le emozioni che essa scatena.

Ne è emerso un risultato sconvolgente perché non è solo la capacità emozionale a differenziarci, ma nella percezione, l’intelletto stesso.

Da alcuni anni a questa parte ho avuto modo di osservare non solo mio figlio, ma tutte le classi di bambini che ho incontrato per il mio lavoro e affiora chiaramente che:

  • I bambini non guardano la pittura, ci si tuffano dentro.
  • I bambini non osservano i colori, ne sono catturati e attratti
  • I bambini non studiano, provano forti emozioni
  • I bambini non hanno inibizioni, sono liberi
  • I bambini non analizzano, fantasticano
  • I bambini non sono empatici, gioiscono
  • I bambini arrivano dritti al cuore del messaggio

Per questo sono la bellezza della nostra società!

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