Il bene comune

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Marcel Proust al ritorno da un suo viaggio in Italia scrisse:” la vera terra dei barbari non è quella che non  ha conosciuto l’arte, ma quella che disseminata di capolavori, non sa nè apprezzarli, nè conservarli”. La citazione si deve a Corrado Augias, che nel suo ultimo libro dedica pagine ricche di spunti a questo nostro amato paese.

Sono passati giorni, mesi, anni da allora e la citazione ancora non può essere smentita!

Le nostre città d’arte, con i loro musei, gallerie, piazze, siti archeologici non sono più pensate come luoghi che ci parlano di una memoria antica, nutrimento dell’anima, rifugio nei momenti più bui, no assolutamente no! Sono luoghi dove c’è poco tempo per assaporare, ma  tanto tempo per pagare biglietti d’ingresso costosi senza servizi impeccabili, dove sostenere file mostruose, senza il benchè minimo senso logico.

Accade ormai dappertutto a Roma come a Venezia o Firenze o Siena dove può capitarti che non puoi più visitare il museo che più ti piace e dove vorresti tornare ancora e ancora, o il Battistero dove voui continuare ad ammirarne i capolavori senze pagare un biglietto multiplo, pagando di più per visitare tutto. La coscienza e l’amore per la cultura sono morti, come sta morendo questa nostra società.

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Assaporare la bellezza con le note di un pianoforte

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E’ il giorno della Vigilia di Natale, il museo è semideserto e nella sala più maestosa di tutte, al centro, c’è un bellissimo pianoforte a doppia coda che devono venire a ritirare da giorni.

Nella sala entra una coppia con un bambino, una famiglia affiatata, lei si avvicina e chiede se il marito che è un noto pianista, può suonare qualcosa.

Le note musicali riempiono gli ambienti e rendono ancora più affascinante la luce pomeridiana che si posa sugli affreschi.

Il fragore degli applausi pervade il tutto e non c’è che dire è proprio Natale!

La signora ringrazia avvicinandosi  e racconta che ha studiato in questa città e questo museo l’appassiona così tanto che appena può torna, perciò ha voluto regalare questa giornata ai suoi cari.

Siamo nel mese di Gennaio, il tempo è grigio , piovoso, solo pochissimi cinesi guardano veloci le sale del museo, scattando le immancabili fotografie ricordo.

Poi lunghi silenzi, le stanze sono vuote, ma ad un tratto ecco entrare una giovane coppia,  lei indossa un cappotto rosso vivo e sembra danzare nelle sale,  lui quasi la rincorre, ma si fermano insieme a contemplare a lungo questa bellezza. Lui si avvicina e dice:<< devo a lei aver scoperto questo nutrimento>>.

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Aperitivo ad Arte alla mostra di Ambrogio Lorenzetti

Il Centro Guide Siena organizza una serie di visite guidate all’imperdibile mostra dedicata ad Ambrogio Lorenzetti presso il Santa Maria della Scala, che finalmente rende giustizia al grande pittore senese rivendicando i suoi meriti ben oltre i celeberrimi affreschi del Buono e cattivo governo di Palazzo Pubblico.

Alla fine concluderemo la visita davanti a un bicchiere di vino o di prosecco presso l’osteria Bonelli, a pochi passi dal Duomo.

La prima data disponibile è sabato 18 novembre, alle ore 17:15.

Appuntamento con la guida davanti al Duomo, di fronte all’ufficio informazioni turistiche, Piazza Duomo n. 2.

Costo a persona € 15, comprensivo di ingresso mostra, visita guidata e aperitivo, numero chiuso a 30 partecipanti, prenotazione obbligatoria.

Per informazioni e prenotazioni, tel. 057743273 o info@guidesiena.it

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La luce crepuscolare di Venezia

Armonia pura tra mare, cielo e terra, luce avvolgente e crepuscolare quella di una città unica e inconfondibile come Venezia!

Mentre cammino, riaffiorano uno dopo l’altro i miei ricordi d’estate, trascorsi da mia nonna a Cannaregio, quartiere vivo, popolare, bellissimo a due passi da Sant’Alvise dove vieveva e lavorava Tintoretto nel Rinascimento.

Il ponte delle Guglie e poco più avanti, il mercato fatto di mille prodotti multicolori mi rapiva costantemente e quel caldo forte, senza brezza che quasi ti toglieva il fiato, ma che il vento a sera spazzava via.

Camminare per calli e campielli senza meta, fermarsi per un cicchetto camminando per mano a mio padre, profondo conoscitore della sua città era uno spasso! A dirla tutta, tanti passi in fila uno dietro l’altro ne facevamo pochi, era tutto un chiamare;<< Tilio, finalmente….>>

Una volata ai Frari davanti all’ Assunta del Tiziano, lo stupore davanti alla Casa del Matto e via alla Giudecca. Sono tornata a Venezia dopo anni, mi turba lo snaturamento, è una vetrina a cielo aperto, con fiumi disumani di turisti che si fermano velocemente senza assaporare nulla, schivati dai veneziani che li tengono quasi lontani, con quei negozi tutti uguali che mostrano prezzi sovrannaturali.

Dove sono i veneziani ? Chi vive questa città ? Vedo solo cingalesi , indiani, filippini, ma esiste ancora qualcuno che la abita? E’ sconfortante, deludente, mi sento quasi smarrita.

Facciamo qualcosa per fermare questa barbarie!!

Prendo il vaporetto da San Zaccaria, mi conforta notare che la bellezza è sempre la stessa, ti rapisce, miracolo di natura, arte e  genio dell’uomo, ma manca il tratto fondamentale, la linfa vitale dei Veneziani che la rendono unica e autentica.

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Tu non sai

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Tu non sai: ci sono betulle anche di notte

levano le loro radici, e tu non crederesti mai

che di notte gli alberi camminano o diventano

sogni. Pensa che in un albero c’è un violino d’amore.

Pensa che un albero canta e ride.

Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi

diventa vita. Te l’ho già detto: i poeti non si redimono,

vanno lasciati volare tra gli alberi

come usignoli pronti a morire.

 (Alda Merini)

 

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I bambini guardano la pittura

bambino al museo, foto di vice

Recentemente è stato redatto uno studio scientifico  su come i bambini e gli adulti osservano l’arte e le emozioni che essa scatena.

Ne è emerso un risultato sconvolgente perché non è solo la capacità emozionale a differenziarci, ma nella percezione, l’intelletto stesso.

Da alcuni anni a questa parte ho avuto modo di osservare non solo mio figlio, ma tutte le classi di bambini che ho incontrato per il mio lavoro e affiora chiaramente che:

  • I bambini non guardano la pittura, ci si tuffano dentro.
  • I bambini non osservano i colori, ne sono catturati e attratti
  • I bambini non studiano, provano forti emozioni
  • I bambini non hanno inibizioni, sono liberi
  • I bambini non analizzano, fantasticano
  • I bambini non sono empatici, gioiscono
  • I bambini arrivano dritti al cuore del messaggio

Per questo sono la bellezza della nostra società!

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Ambrogio Lorenzetti: dentro il restauro

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Salire sulle impalcature per ‘entrare dentro’ agli affreschi di Ambrogio Lorenzetti e ammirarne, per la prima volta, dettagli, pennellate e colori. È questo l’obiettivo delle visite guidate ai cantieri di restauro degli affreschi di Ambrogio Lorenzetti, conservati nelle Cappelle ‘Bandini – Piccolomini’ e ‘Piccolomini di Castiglia’ della Basilica di San Francesco. L’iniziativa, intitolata ‘Ambrogio Lorenzetti. Dentro il restauro’, si svolgerà all’interno della rassegna ‘Febbraio al Museo’ in due week end: quello dal 10 al 12 febbraio e quello dal 24 al 26 febbraio.

Ambrogio Lorenzetti: dentro il restauro. Nei due weekend di febbraio i visitatori, accompagnati da Massimo Gavazzi responsabile dell’intervento di restauro, avranno l’opportunità di salire sulle impalcature e sui ponteggi, dove ogni giorno lavorano i restauratori per ‘immergersi’ nell’arte e nei capolavori di Ambrogio Lorenzetti. Il restauratore accompagnerà i partecipanti in un vero e proprio viaggio alla scoperta del delicato intervento che, si concluderà a fine aprile 2017, per restituire agli affreschi la migliore visibilità possibile. Si potranno ammirare le splendide teste dei personaggi, che sono perfettamente conservate grazie alla sapiente tecnica dell’affresco, ma anche i colori e le pennellate logorate dal tempo. Il percorso si snoda tutto intorno agli affreschi, attraverso un’impalcatura alta sei metri.

Ambrogio Lorenzetti e il legame con Siena. Lorenzetti è stato uno dei maestri della scuola senese del Trecento, distinguendosi soprattutto per la forte componente allegorica, la complessa simbologia delle sue opere mature e per la profonda umanità dei soggetti rappresentati e dei loro rapporti. Ambrogio Lorenzetti operò tra Siena e Firenze, lasciando un’eredità artistica straordinaria nelle due città, soprattutto nella città di Siena che conserva all’interno del suo patrimonio storico il settanta per cento delle opere dell’artista. Tra i ‘capolavori’ indiscussi gli affreschi della Chiesa di San Francesco a Siena, provenienti dalla sala capitolare del convento; la Maestà della Cappella Piccolomini del Convento di Sant’Agostino di Siena, risalente al 1337 – 1338 caratterizzata da un profondo significato allegorico e le Allegorie del Buono e Cattivo Governo e dei loro Effetti in Città e in Campagna, che un tempo erano datate 1338 e si dispiegano su tre pareti per una lunghezza complessiva di circa 35 metri nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena.

 In attesa della grande mostra dedicata ad Ambrogio Lorenzetti. Le visite al restauro degli affreschi della Basilica di San Francesco rappresentano un ulteriore passo avanti in vista della grande mostra con cui Siena celebrerà il pittore trecentesco e alla cui realizzazione insieme al Comune di Siena stanno già lavorando alcune istituzioni culturali: Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto; Polo museale toscano; Università degli Studi di Siena; Università per Stranieri di Siena; Arcidiocesi di Siena – Colle di Val d’Elsa e Montalcino; Museo dell’Opera Metropolitana di Siena; Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-Planck-Institut e Opificio delle Pietre Dure di Firenze La mostra punta a far convergere a Siena – grazie a una serie di richieste di prestito molto mirate – tutte le opere prodotte da Ambrogio Lorenzetti e custodite anche al di fuori dei confini nazionali.

 Basilica di San Francesco, Siena

ore 10.00-12.00 / 15.00-17.00

ven.10, sab. 11, dom. 12 / ven. 24, sab. 25, dom. 26 febbraio 2017

 Fonte: Il Cittadino

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