Sei giovani talenti per la Pinacoteca Nazionale di Siena

Luca_di_Tomme._Virgin_and_Child_with_Saints.1362.Siena,Pinacoteca

Finalmente la Pinacoteca Nazionale di Siena riapre i battenti dopo alcuni lavori di ristrutturazione e miglioramento di alcuni servizi  al suo  interno e  nell’occasione il giorno 5 Luglio 2019, alle ore 11,  nella Sala delle Statue, la direzione generale dei musei del Mibac e il direttore del Polo Museale Fiorentino hanno presentato un progetto , che è diventato una mostra collocata all’interno del percorso della Pinacoteca, promossa dal  Dam- Design and Museums, Comune di Modena,, Giovani d’Arte e Gai (Circolo giovani artisti italiani).

Dei ventidue progetti presentati, ne sono stati scelti tre, di Ece Ozdil, Enrico Giori e il Guppo MBR di Maria Monna, che sono stati premiati e hanno dato vita all’esposizione presente al primo piano della Pinacoteca. L’idea sarebbe quella di portare a compimento queste idee, per rendere il museo più accogliente, fruibile e innovativo con una sua nuova identità,

con materiali e brochures , didascalie e pannelli illustrativi, nuovi  percorsi e una segnaletica urbana che possa guidare i visitatori al museo.

Siamo grati alla collaborazione delle varie entità pubbliche e private  che hanno lavorato per riaprire e migliorare questo fiore all’occhiello dell’arte italiana, dando spazio a idee e progettualità dei nostri giovani talenti.

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16 marzo 2019: Buon Compleanno maestro! Omaggio a Bernardo Bertolucci

” Mi guarda Siena”

mi guarda sempre

dalla sua lontana altura

o da quella del ricordo

come naufrago ?

come transfuga ?

Mi lancia incontro la corsa

delle sue colline,

mi sferra in petto quel vento…

Siamo ancora

io e lei, lei e io,

soli, deserti.

Per un più estremo amore ? Certo.

Mari LuziViaggio terrestre e celeste di Simone Martini

 

Un crocicchio di strade a Firenze rincorrendo un film, un libro acquistato per caso,  la passione per il cinema,  l’estraniamento per il paesaggio in cui vivo,  la bellezza dei versi di Mario Luzi e l’amore per il mio lavoro, mi hanno condotto a: “Ciak si gira in terra di Siena, omaggio al maestro Bernardo Bertolucci”

Buon Compleanno , maestro! Gigante del cinema italiano che ci hai regalato forti immagini, colori vivi, storie tutte da vedere, comporre e ricomporre come fossero un puzzle…..

Le mie parole di quel sabato pomeriggio 16 marzo,  le ho dedicate a te!

 

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I capolavori di Jacopo della Quercia

Raffinato maestro Jacopo della Quercia (1374-1438), figlio di  Pietro di Angelo di Guarnieri, scultore e orafo senese, apprendista nella bottega paterna, uomo di carattere vulcanico, ma al contempo  riflessivo e disordinato,  ebbe una brillante carriera che lo portò ad essere uno stimato maestro al livello internazionale.

Si afferma, già con la sua prima opera, un capolavoro: la Tomba di Ilaria del Carretto, figlia del marchese Carlo e moglie amatissima del signore di Lucca, Paolo Guinigi , morta di parto giovanissima. Commissione completata nel 1406.

La dolcezza, l’eleganza, la musicalità di questa figura conquista lo spettatore che rimane incantato davanti a questo volto e questo corpo che parla già di Rinascimento.

Fu subito ribalta!

Le commissioni fioccano: il maestro eseguirà la Fonte Gaia in piazza del Campo  (Siena), completata nel 1419 e pagata  ben duemila fiorini d’oro senesi, alcune parti del Fonte Battesimale, per il Battistero di San Giovanni (Siena) e innumerevoli altri capolavori,  per finire, con il portale per la chiesa di San Petronio a Bologna, impegnativa impresa, voluta dal vescovo di Arles, (governatore di Bologna nel 1424), capolavoro mai completato, che il famoso studioso Perkins definì”la tragedia della  porta”.

Tra un viaggio e l’ altro compiuto per le sue importanti commissioni, eseguirà anche la Madonna con Bambino , collocata all’interno della chiesa di Santa Maria a Villa a Sesta nel comune di Castelnuovo Berardenga,

Colpisce la grande maestria e abilità nel lavorare il legno, la resa di un morbido e ampio panneggio che avvolge il corpo di Maria con particoari pieghe triangolari, il bambino, paffuto e da mordere,  il volto dolce  e fiero della Vergine che cattura, con grande  fascino lo sguardo.

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A due passi dalla Torre della Campana

berardenga dietro la bandiera la torre della campana

Immaginare di abitare a due passi da una maestosa “Torre della Campana” di un antico castello fatto costruire dalla Repubblica di Siena con delibera del 26 luglio 1366, per difendere ed espandere i propri domini, mi crea una certa emozione.

Più affascinante ancora è la nuova pubblicazione dal titolo “La Berardenga e il suo Castello Nuovo“, edita dal Leccio nel 2018, presentata lo scorso dicembre alla Villa Chigi Saracini di Castelnuovo Berardenga, dove una folta schiera di studiosi, capitanati dal professor Mario Ascheri e dall’appassionato studioso Fosco Vivi, hanno dato nuovo lustro a questo bel luogo.
Una occasionale e stravolgente scoperta, ricostruisce scientificamente la pianta del castello con le sue torri, tante volte immaginate dove potevano trovarsi.

 

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Alla ricerca delle torri nascoste con il Centro Guide Siena

Vincenzo-Rustici-Veduta-Piazza-del-Campo

Le torri nascoste di Siena, incastonate fra edifici, abbassate, demolite, residenze di famiglie nobiliari sempre in discussione fra loro fra alterne fortune.
Stampe dell’epoca e prima ancora le opere del pittore Vincenzo Rustici, mostrano una Siena dalle tante torri, di cui si ripercorreranno curiosità e storia.
Sabato 5 gennaio alle ore 15 in Piazza del Campo davanti Fonte Gaia, costo 6 € a persona.

Per info e prenotazioni: tel. 0577 43273 info@guidesiena.it .

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Dolce Casentino

il casentino foto da progetto medea

Il Casentino, luogo sconosciuto ai più, fuori dalle grandi rotte turistiche ma che ti stupisce per la bellezza delle foreste, abbellite da faggi, abeti e maestosi castagni secolari, che ti sconvolge per il silenzio degli eremi che inducono al silenzio interiore e alla meditazione e per i senteri dove puoi camminare per ore, respirando un’aria che ti ritempra e ti ossigena.

Il paesaggio è puntellato da pievi romaniche come quella di Romena che ti stupiscono per la bellezza dei dettagli scultorei e dal contesto dove l’occhio gira a volo d’uccello su montagne, valli e graziosi centri come Poppi patria dei ricchi conti Guidi che ne fecero erigere un insigne castello e da molti altre fortificazioni, numerose sul territorio.

Stia, Pratovecchio, Porciano, sono solo alcuni dei luoghi che rapiscono qui, dove il tempo sembra essersi fermato.

Dulcis in fundo, può capitarti di imbatterti casulamente, in uno di quegli agriturismi a conduzione familiare dove ti accolgono come se ti avessero sempre conosciuto, dove ci sono cavalli, gatti, cani e più di duecento nidi tra rondini e balestrucci, dove si fa scuola perchè è sede di una fattoria didattica, dove si fa un caprino che leva di sentimento e dove si mangia a sera in compagnia, cibi i cui sapori nelle città si sono perduti da tempo. Maura dell’Agriturismo Lucatello (Pratovecchio) e la sua famiglia, ti ricevono e ti coccolano con tanta dolcezza tanto da farti  sentire come a casa e  bastano due o tre giorni per riacquistare serenità e armonia dopo un anno di grande fatica e rumore.

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Il bene comune

villa_farnesina

Marcel Proust al ritorno da un suo viaggio in Italia scrisse:” la vera terra dei barbari non è quella che non  ha conosciuto l’arte, ma quella che disseminata di capolavori, non sa nè apprezzarli, nè conservarli”. La citazione si deve a Corrado Augias, che nel suo ultimo libro dedica pagine ricche di spunti a questo nostro amato paese.

Sono passati giorni, mesi, anni da allora e la citazione ancora non può essere smentita!

Le nostre città d’arte, con i loro musei, gallerie, piazze, siti archeologici non sono più pensate come luoghi che ci parlano di una memoria antica, nutrimento dell’anima, rifugio nei momenti più bui, no assolutamente no! Sono luoghi dove c’è poco tempo per assaporare, ma  tanto tempo per pagare biglietti d’ingresso costosi senza servizi impeccabili, dove sostenere file mostruose, senza il benchè minimo senso logico.

Accade ormai dappertutto a Roma come a Venezia o Firenze o Siena dove può capitarti che non puoi più visitare il museo che più ti piace e dove vorresti tornare ancora e ancora, o il Battistero dove voui continuare ad ammirarne i capolavori senze pagare un biglietto multiplo, pagando di più per visitare tutto. La coscienza e l’amore per la cultura sono morti, come sta morendo questa nostra società.

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